Piccole donne viaggiano
In giro per il mondo a caccia di guai e di... poesia
Da tempo le masse hanno scoperto i viaggi, e le agenzie turistiche sono subissate da richieste per le destinazioni più disparate, mentre televisione, stampa e Internet profondono a piene mani reportages, racconti e documentari.
Dappertutto si incontrano frettolosi gruppi di turisti.
Ma è questo il modo giusto di viaggiare alla scoperta del mondo?
La storia di Lidia e Irma Cellie, protagoniste di questo progetto multimediale e multipiattaforma, è quella di due viaggiatrici sui generis, caratterizzate da sempre dall'irrequietezza di chi non accetta l'ovvio. È la storia di chi ha sempre inteso il viaggio come scoperta, affrontandone le difficoltà con la capacità di coglierne ogni aspetto positivo e sorprendente.
Prima di Jack Kerouac e ricordando Bruce Chatwin, le sorelle Cellie hanno scelto di prendere la strada del viaggio negli anni in cui nasceva il turismo di massa, movimento che non lascia spazio alla riflessione. In alternativa al turista, Lidia e Irma propongono un viaggiatore, osservatore partecipante, Homo sapiens, e grazie alla mania di video-documentare i propri viaggi sono riuscite a creare un tipo di viaggiatore che riproduce a fini conoscitivi la propria esperienza: un Homo video-faber.
I loro documentari sono frutto di un lavoro attento e pianificato, che rende il viaggio un mezzo di conoscenza e un metodo di interpretazione della realtà, senza barriere identitarie. Da vere documentariste indipendenti lo sforzo costante delle sorelle Cellie è stato sempre rivolto alla ricerca di una cultura universalistica dimostrata anche dalla loro passione per l'esperanto. I loro viaggi, alla stessa maniera dell'esperanto, cercano quindi di creare una comunicazione basata su una lingua semplice ma precisa, composta da linguaggi visuali, letterari e artistici. Un esperanto multidisciplinare che cerca di accomunare le realtà sia nelle differenza che nelle similitudini.
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